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Muore a 80 anni Kasper König. Fu lui a inventare la professione di curatore
Muore a 80 anni Kasper König. Fu lui a inventare la professione di curatore
È il Museo Ludwig di Colonia (di cui è stato direttore per dodici anni) ad annunciare la morte di Kasper König, mancato lo scorso venerdì 9 agosto 2024 dopo una lunga malattia ad appena 80 anni. Fratello del celebre libraio Walther e padre dei galleristi Johann e Leo, è colui che ha praticamente inventato la professione di curatore. Ha organizzato la sua prima mostra museale con Claes Oldenburg a soli 23 anni e ha istituito nel 1977 il più grande evento di arte pubblica Sculpture Projects a Münster con cadenza decennale, di cui diresse l’ultima edizione nel 2017. È stato anche rettore della Städelschule di Francoforte e ha curato nel 2014 la decima edizione di Manifesta a San Pietroburgo.
Il rapporto con gli artisti
Conosceva tutti gli artisti König e in particolare aveva uno stretto rapporto con Beuys, Baselitz e Warhol di cui rese possibile la prima mostra museale in Europa. E negli ultimi decenni aveva raccolto migliaia di lettere a personaggi noti e meno noti del mondo dell’arte, oltre a raccontare i suoi viaggi di lavoro nella rubrica In the Dining Car su magazine Monopol.
La vita
Nato a Mettingen nel 1943 come Rudolf (per poi cambiarlo in Kasper nei primi Anni Sessanta), König visse a New York per conto della Robert Fraser Gallery a intermittenza fino al 1978. Dal 1973 al 1975, insegnò come professore associato al Nova Scotia College of Art and Design di Halifax, in Canada, e fu professore alla Düsseldorf Art Academy nel 1985, mentre due anni dopo istituì a Francoforte lo spazio d’arte contemporanea Portikus. Successivamente, sempre a Francoforte dal 1988 al 2000, insegnò alla Städelschule, che diresse anche come rettore dal 1989. Infine, dal 2000 al 2012, fu direttore del Museum Ludwig di Colonia. Come curatore si è occupato di alcune tra le mostre e rassegne più importanti degli ultimi decenni, tra cui Westkunst del 1981 a Colonia, Von hier aus – Zwei neue deutsche Monate Kunst a Düsseldorf nel 1984 e Der Spiegel zerbrochene presentata a Vienna e Amburgo, oltre alla già citata Manifesta di San Pietroburgo nel 2014.
La figura di curatore
König amava citare la battuta dell’artista Fluxus Robert Filliou quando lo interrogavano sul suo approccio da curatore, dichiarando che l’arte è troppo importante per essere trattata con importanza e una volta aggiunse: “Non mi piace l’arte con la A maiuscola, quando diventa un po’ pomposa“.
Fonte: articolo di Caterina Angelucci – Artribune